Da vetrina a trampolino di lancio: Lorenzo Ferrari e il personal branding su LinkedIn

“Cercare di dare qualcosa in più con quello che si fa e non limitarsi semplicemente a condividere contenuti, ma condividere contenuti personalizzati e creare valore aggiunto”. Questo è uno dei tanti consigli che dà Lorenzo Ferrari, co-founder di SmarTalks, per costruirsi la propria identità e personal branding su LinkedIn, “la miglior piattaforma per esprimere le proprie capacità” ma anche per “capire cosa piace e cosa non piace realmente fare”.

Cercando un po’ di informazioni su di te online, due cose sono certe: che sei giovanissimo e, considerando i numerosi progetti che hai in atto, che sei molto intraprendente. All’interno della sezione “La nostra Storia” del sito di SmarTalks, abbiamo letto questa frase: “Tutti i grandi progetti sono nati in un garage, il nostro è nato da un lounge bar”.  

In realtà non era un lounge bar, ma un shisha bar; eravamo lì a fumare un narghilè al sapore di mela, e parlavamo io e l'altro ragazzo con cui ho creato il progetto. La frase infatti è sua ed è molto in linea con il nostro modus operandi e con la nostra mentalità: noi pensiamo in modo particolarmente estroverso, quindi abbiamo voluto giocare con il fatto che le grandi aziende, come ad esempio anche Apple, sono nate in dei garage e noi eravamo semplicemente in un bar.

Quindi, se il tavolo di quel lounge bar ha rappresentato un po’ il tuo inizio, ora le tue idee concretizzate le possiamo trovare un po’ ovunque sui social, ma soprattutto su Linkedin. Molti studenti pensano a Linkedin come una bacheca per i propri traguardi, i propri voti, per esibire le certificazioni ottenute. Tu invece hai capito il reale potenziale: poter mostrare te come l'insieme delle tue passioni. Il tuo profilo Linkedin è però molto di più di una bacheca statica, è la tua personale vetrina in continua evoluzione. Perché, secondo te, è così fondamentale saper usare al meglio questo social con tutte le sue potenzialità?

Hai detto bene che è una vetrina, perché lo è a tutti gli effetti. Molto dipende dalla rete che ci si crea, ma sicuramente LinkedIn è la miglior piattaforma per esprimere le proprie capacità, per farsi notare a livello professionale e per entrare nel mondo lavorativo. Io l'ho sempre utilizzato come strumento di condivisione delle mie capacità, ma soprattutto mi è servito molto per capire cosa mi piace realmente fare e cosa non mi piace fare. Naturalmente è un percorso in evoluzione, ma da quando ho cominciato a utilizzare LinkedIn mi sono appassionato a ciò di cui mi occupo oggi: il marketing e la comunicazione.

Oggi si sente sempre parlare di “personal branding” per dimostrare le proprie capacità, ma se nel mentre si riuscisse anche a capire o a sviluppare le proprie passioni, come stai facendo tu, sarebbe la combo ideale. Ti sei definito un “tipo estroverso”, ma a una persona più timida e meno intraprendente, che consigli ti sentiresti di dare?

Il primo consiglio che do è: buttarsi sempre nel raccontare e nel condividere la propria passione, qualunque essa sia, perchè non si ha nulla da perdere.  Altro consiglio: cercare di dare qualcosa in più con quello che si fa e non limitarsi semplicemente a condividere contenuti, ma condividere contenuti personalizzati, creare valore aggiunto. Questo anche se sei timido: ci sono tante persone con cui mi è capitato di parlare che mi dicevano: “ma io non lo so, perché sono un po’ timido, perché non so di che parlare”…Parla di quello che ti piace! 

E se quello che decidessi di comunicare non fosse interessante, anzi, se fosse addirittura, noioso?

Non lo scoprirai mai se piace o meno, ma ci sarà sempre qualcuno a cui potrà interessare, devi solo andare a beccare quella persona e questo può richiedere del tempo. Devi essere un po' strategico: nel caso di LinkedIn devi arricchire la tua rete di persone che siano in target e in linea con te i tuoi interessi, devi circondarti di utenti attivi, devi continuare ad alimentare la tua rete con dei contenuti. E un ciclo: in questo  modo si alimenta il tutto e prima o poi si viene notati. 

A tal proposito, all’interno della tua rete ci saranno  sia figure da cui prendi spunto, sia i tuoi “competitor” : chi tieni maggiormente d’occhio? Qual è, nel tuo caso, la fonte che ti permette di crescere maggiormente; i tuoi supporter o i tuoi  competitor? 

Se adesso riesco a fare quello che riesco a fare, è perché l’ho appreso prima da qualcuno, e quel qualcuno sono attualmente i miei competitor. Anche se in realtà io ho cominciato a fare qualcosa che non faceva nessuno: condividere campagne pubblicitarie e raccontarle in quei pochi caratteri che ti offre LinkedIn. Se devo essere sincero, spesso sono le persone anche con meno seguito ad ispirarmi e a fornirmi spunti, e io ci tengo a mantenere un contatto con loro: è molto importante questa  sana competizione nel mondo del marketing e della comunicazione.

Abbiamo visto che il team di SmarTalks è in espansione, e questa rappresenta l’occasione ideale, la famosa “prova del nove” per dimostrare quello che hai imparato e che stai imparando. Ma, concretamente, com’è organizzare un team? Hai letto una formula magica, o stai sperimentando pian piano, alla ricerca della formula perfetta?

Gestire un team non è per niente facile, soprattutto se queste persone non le conosci e se non sono pagate, se sono di diversa età, se si trovano in diversi posti e quindi hai un “controllo” molto basso. Noi siamo attualmente 30: c’è chi scrive sul blog, chi è editor, chi lavora sui social, chi crea contenuti per i social, chi gestisce le comunicazioni via mail…c'è tanto lavoro e gestire tutti non è facile. Nel mio caso, io dedico molte risorse in termini di tempo ed energie nel fare più training possibile, cerco di seguire le persone che si trovano nei punti chiave, come gli editor. Come in tutte le organizzazioni, bisogna costruire una struttura gerarchica basata sulla fiducia: se le persone che lavorano con te percepiscono che non ti fidi, diventa difficile per loro lavorare.

Quando hai capito che non ce la facevi da solo e che  il lavoro stava aumentando, non hai avuto paura di non aver più il pieno controllo di tutta la situazione e di estraniarti dalla produzione di contenuti? Prediligendo ad essi, gli aspetti più tecnici legati alla formazione del tuo team?

In realtà, se arrivi al punto di delegare a delle persone determinate mansioni è perché ti fidi di loro. Io mi fido delle persone che lavorano con me e mi fido del loro operato. Non mi interessa averne il controllo diretto, anche perché non posso avere occhi ovunque, è una cosa impossibile. Più che avere paura di perdere il controllo temo che il progetto si fermi, questo sempre. 

Secondo te, qual è la regola per mantenere un equilibrio nella comunicazione aziendale? Ad esempio, è giusto che le aziende seguano i trend? Quanto è importante mantenere sempre la propria identità aziendale?

Per un'azienda seguire un trend non significa necessariamente discostarsi dalla propria realtà e dalla propria identità; è fondamentale che le aziende seguano i trend per rimanere al passo coi tempi, per evolversi, per stare dietro i consumatori che oggi sono in continuo cambiamento. Riuscire ad individuare un trend prima che si verifichi ti permette di immaginare diversi scenari a cui adattarti al meglio, e secondo me è fondamentale. Pur mantenendo, come tu hai detto, una propria identità: l’'identità rimane comunque centrale sempre. 


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